Armando Olivieri e il suo Andy’s Project che è stato avviato da due anni ed è ispirato al figlio «Vogliamo essere d’aiuto al percorso riabilitativo»
Un papà, un informatico, tantissimi megabyte d’amore per suo figlio. Questa è la storia, made in Montano Lucino, della creazione di videogiochi e programmi gratuiti per le persone autistiche.
Armando Olivieri quest’anno compie 50 anni, ha un lavoro che ama, dal 1985 opera nel campo dell’informatica, ha sviluppato diversi progetti anche con partner internazionali, vive in paese con la sua famiglia, un figlio di 19 anni uno di 15, Andrea. Il periodo del lockdown ha avuto anche una parte bella, quella attraverso cui Armando ha portato avanti il progetto di Andy’s project, un progetto nato per amore del suo Andrea che come unico scopo ha quello di aiutare le persone autistiche.
Per pc, smartphone e tablet
«Ho pubblicato il primo gioco
per computer, smartphone e tablet: “Puzzle Classic” – dice il
papà informatico - È possibile
scaricarlo gratuitamente dal sito andysproject.org. Spero possa essere di aiuto alle persone
autistiche e spero anche che in
tanti possano condividere questo progetto, i giochi e i software
possono essere utilizzati a livello riabilitativo. In questi anni mi
sono accorto che l’autismo è un
mondo sommerso, ai margini
della società. Ma sono convinto
che il mondo sta cambiando, però, sto avendo tanti contatti anche a livello internazionale,
manca di unire i puntini. Io vado
avanti, senza problemi. E soprattutto con la voglia di cancellare la frase “lavoriamo con
quello che abbiamo”, che spesso
nelle strutture riabilitative viene pronunciata con rassegnazione».
L’impulso che ha portato alla
creazione di Andy’s Project è
strettamente legato alla storia di
Armando e di suo figlio Andrea,
è l’amore che ha fatto nascere 2
anni fa questo progetto. «Ho iniziato a fornire il primo tablet ad
Andrea 12 anni fa, con la mia società sto finanziando in toto il
progetto e nel lockdown sono
riuscito a lanciare il programma
con il primo videogame, un puzzle. L’ho sviluppato per qualsiasi piattaforma informatica ed è
gratuito. Sto coinvolgendo diversi centri disabili e stiamo
portando avanti un altro videogame con chi è specializzato in
comunicazione aumentativa alternativa (ovvero l’utilizzo di
simboli per comunicare in modo alternativo e aumentativo rispetto agli standard del linguaggio corrente ndr)».
Tra i progetti che si stanno
sviluppando c’è infatti “Biancaneve vive in Giappone”, un videogame con una fiaba interattiva
con un alto componente riabilitativo, in grado di generare emozioni e interazione con persona
autistica che lo sta utilizzando.
«Creata una rete di persone» «Siamo un po’ un milestone – aggiunge Olivieri - non esiste nulla di simile in questo momento, la forza dirompente sta nel fatto che è questo progetto è stato creato da una rete di persone che vivono la problematica partendo da una visione interna, gente che ha passione, voglia di cambiare le cose, di fare». Tra le cooperazioni di Andy’s Project c’è anche la facoltà di psicologia dell’Università di Basilea.
Paola Mascolo