Giornale di Olgiate - 27 Mar 2021
Latest News

Papà Armando crea videogiochi inclusivi

  •  27 Marzo 2021
  •  Sara Mugnai
  •  "Giornale di Olgiate"

«Andy's Project» mira a una rete internazionale e a migliorare la vita di chi è affetto da autismo. «Questo mondo è una giungla, io voglio dare un aiuto concreto fornendo programmi adeguati»

Crea videogiochi inclusivi, con la mano tesa a persone autistiche.

«Andy's Project» è finalizzato alla creazione di una rete mondiale per rendere migliore la vita di chi è affetto da autismo: i primi passi stanno portando lontano il suo ideatore. «Vogliamo fornire aiuto concreto alle persone autistiche, questo mondo è una giungla ed è giunto il momento di agire - racconta Armando Olivieri, papà di Andrea, ragazzo autistico di 15 anni - Non si fa abbastanza per questa realtà. Ho voluto unire il mio lavoro con il sociale per sviluppare un progetto che crei una rete capace di compattare l'informazione nel mondo dell'autismo, sfruttando i moderni sistemi informatici. Il rallentamento del lavoro dovuto al lockdown mi ha permesso di avviare il progetto che avevo in cantiere da un paio d'anni». Papà Armando si occupa di programmazione dal 1985 e ha una società informatica (digitalCode Sagl) che si è sempre occupata di information technology. «Il videogame è un punto di partenza per una finalità molto più ampia, voglio fornire software e hardware gratuiti alle persone autistiche. Il classico gioco del puzzle, prima creazione, è fatto appositamente per le persone disabili e autistiche. Negli anni ho tristemente constatato che la gestione del mondo autistico attinge informazioni frammentate, si avvale di strumenti inadeguati, segue politiche conservative e obsolete, per cui ho deciso di volere creare software e hardware dedicati a loro, con lo scopo di attivare una rete mondiale. Ho già contatti internazionali, per assurdo ho ricevuto riscontro maggiore dall'estero». Armando non vuole più sentirsi dire dagli operatori una frase che fa male: «lavoriamo con quello che abbiamo». «Il progetto è molto apprezzato. Mi piace agire con i fatti: non cerco fondi per realizzarlo, ma inizio la realizzazione. Se i fondi dovessero arrivare, i tempi di realizzazione si ridurrebbero, io proseguo verso l'obbiettivo: fornire programmi adatti a persone autistiche, sia gestionali per centri di ricerca, centri riabilitativi o del settore, sia per il semplice videogame con forte componente riabilitativa, con settaggi e dettagli». C'è però, una difficoltà. «Il progetto non genera business, produce interesse solo per chi ne è strettamente coinvolto in prima persona». L'iniziativa è aperta a tutti. «C'è una sezione dedicata ai volontari, in più abbiamo aree dedicate ai professionisti. Ad esempio, ci sono psicologi che lo usano per pubblicare ricerche, oppure le associazioni e i centri di riabilitazione, in primis quello frequentato da mio figlio, in cui sperimentiamo videogiochi specifici proprio per avere una componente riabilitativa. Così facendo, riuscire a compattare l'informazione espandendo il raggio di applicazione».

Sara Mugnai