ANDY’S PROJECT
La nostra storia
«Vostro figlio è autistico.»
Tutto ha avuto inizio con questa frase. Ricordo lo smarrimento, il senso di impotenza e una domanda che tornava continuamente: e adesso, cosa possiamo fare?
Mio figlio Andrea
Sono Armando. Andrea, per noi “Andy”, è il mio secondogenito. Con lui ho conosciuto una quotidianità fatta anche di fatica e dubbi, in cui una scelta che funziona oggi può non funzionare domani.
La difficoltà di comunicare con le parole ci ha portati a cercare altre strade. Come papà desideravo capire meglio mio figlio e dargli più possibilità di entrare in relazione con il mondo intorno a lui.
Un tablet, una possibilità nuova
Essendo un informatico, per me è stato spontaneo dare ad Andrea un tablet per aiutarlo a comunicare. Nella nostra esperienza è stato un cambiamento enorme: lo coinvolgeva e gli permetteva di interagire in modi nuovi.
Ho proposto di affiancarlo agli strumenti già usati nel suo percorso riabilitativo. All’inizio ho incontrato resistenza, ma ho insistito perché vedevo ciò che Andrea riusciva a fare. Quell’esperienza mi ha convinto che valesse la pena esplorare più a fondo le possibilità della tecnologia.
Ho deciso di fare la mia parte
Programmo dal 1985 e ho una società informatica, digitalCode Sagl. Ho deciso di mettere tempo, competenze e risorse in Andy’s Project: un modo concreto di fare la mia parte, partendo dall’esperienza con mio figlio.
Ho cominciato osservando le giornate di Andrea, i suoi interessi e le sue difficoltà. Da lì sono arrivati il gioco, le prime idee e il desiderio di creare strumenti che potessero servire anche ad altre persone.
Uniti possiamo fare di più
In questo percorso ho sentito quanto pesi dover cercare risposte tra informazioni frammentate e quanto sarebbe utile mettere in comune le esperienze. È questa la ragione per cui invito famiglie, professionisti e volontari a partecipare.
Chi ha dedicato parte del proprio tempo al progetto, mettendo a disposizione quello che sa fare, per me è un eroe. E grazie anche a te che hai letto fin qui: ora conosci un pezzo della nostra storia.
Parliamone.
Hai vissuto un’esperienza simile? Hai un’idea o una competenza da condividere? Mi farà piacere leggerti.
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